
A brand-new action RPG from the creators of OCTOPATH TRAVELER and BRAVELY DEFAULT – The Adventures of Elliot: The Millennium Tales combines stunning HD-2D visuals and exciting action-adventure gameplay for the first time!
Modeled estimate, not a reported figure. How we estimate →
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About

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Stats
All-time low is the lowest price we've recorded for this game since we started tracking it.
Languages: English*, French, Italian, German, Spanish - Spain, Simplified Chinese, Traditional Chinese, Japanese*, Korean*languages with full audio support
Engagement
Hours played at review time, across 151 reviews with recorded playtime.
Reviews
Themes across 151 recent reviews and how positive each mention is. A keyword signal, not full sentiment analysis.
positive critical· bar length = how often the theme comes up
Reviews
Only issue so far is that the game is far too easy even on the harder difficulty.
Change the voices to japanese, play on very hard. I love listening to fae. My only complaint is that I had to stop listening to huria when she got sick, I wanted to have two foids yapping in my ears. It's kino.
老實說不太推薦購買,身為一個RPG沒什麼養成要素,路上的怪物連打的慾望都沒有,劇情贅詞比我國小作文還要多,一個簡單的事情硬是拖延很久,有神廟很像薩爾達但人家可以地上狂撿裝備用阿
This is definitely worth the playthrough, I highly recommend it!
C'è una linea sottile, e a volte pericolosamente sfocata, che separa l'omaggio nostalgico dal plagio privo di anima. È un confine su cui molti sviluppatori odierni camminano in un equilibrio precario, rischiando costantemente di inciampare nel citazionismo fine a se stesso. Eppure, a volte, emerge un'opera che non teme quel confine, ma lo utilizza come fondamenta per costruire la propria, spiccata identità. Oggi non siamo qui per stilare pagelle o emettere sentenze numeriche. Da videogiocatori che hanno visto scorrere parecchie generazioni di console, sappiamo bene che il valore di un'opera non si racchiude in un voto. Siamo qui per fare un viaggio. Un viaggio che, ironia della sorte, parla proprio del tempo. Parliamo di Adventures of Elliot. Per comprendere il respiro di quest'avventura, dobbiamo prima guardare al linguaggio che utilizza per comunicare con noi. L'impianto visivo sfrutta quella tecnica HD-2D che, sdoganata ormai da pilastri del calibro di Octopath Traveler, è diventata molto più di una semplice firma stilistica. È un vero e proprio manifesto programmatico. Scegliere l'HD-2D oggi significa prendere la pixel art del passato e iniettarvi tecnologie di rendering contemporanee: illuminazione volumetrica, profondità di campo dinamica, effetti particellari complessi. Il risultato in Adventures of Elliot è sbalorditivo. Non stiamo guardando il Super Nintendo per come era davvero, ma per come lo ricordiamo. Gli scorci offerti da questo mondo evocano un'epoca d'oro che non c'è più, riuscendo però nel difficile compito di ammodernarla. La "quality of life" è eccellente: la navigazione dei menu, la fluidità dell'engine e l'assenza totale di input lag rispondono a standard odierni, azzerando le frizioni tipiche del retrogaming nudo e crudo. E c'è un aspetto, quasi intimo, che ha radicalmente ridefinito il mio modo di vivere questa avventura. Ho affrontato questo viaggio quasi interamente in portabilità, alternando le mie sessioni tra Steam Deck e ROG Ally. È una considerazione che ritengo fondamentale, perché credo fermamente che sia proprio in questa dimensione, racchiuso nello spazio di uno schermo tra le mani, che un titolo come Adventures of Elliot dia il suo assoluto meglio. C'è una sinergia magica, quasi magnetica, tra la densità dei pixel di questa pixel art moderna e la fruizione in mobilità. La splendida direzione artistica e i giochi di luce sembrano quasi brillare in modo diverso su questi pannelli, e la fluidità millimetrica dell'hardware moderno esalta ogni singola transizione. La natura stessa dell'esplorazione si sposa alla perfezione con i ritmi del gaming portatile, trasformando l'esperienza in un microcosmo privato, senza che il gioco perda un briciolo della sua epicità da grande schermo. A fare da collante a queste diapositive incantate c'è un comparto sonoro che sfiora l'eccellenza. Le musiche non si limitano ad accompagnare l'azione, ma si fanno vera e propria architettura invisibile, restituendo alla perfezione quell'atmosfera magica che permea ogni singola schermata. Ma l'estetica, per quanto sublime, da sola non può sorreggere il peso di un'avventura. Il cuore pulsante del gioco batte al ritmo degli Zelda a 16-bit, un'ispirazione così palese e orgogliosa da non nascondersi mai. E lo fa muovendosi all'interno di una visuale isometrica che diventa il nostro palcoscenico per un level design che ruota attorno a un'intuizione affascinante: il viaggio nel tempo. La mappa di gioco è una e una soltanto, ma noi la attraversiamo viaggiando attraverso quattro epoche distinte, partendo dal presente e scavando in tre epoche passate. Per chi ha memoria storica e ha consumato i polpastrelli sui tasti del Game Boy Color con Oracle of Seasons e Oracle of Ages, il richiamo sarà potente. Ma attenzione, il salto temporale qui non è un semplice gimmick visivo, è il fulcro del puzzle solving e del pathfinding. Il tempo modella l'ambiente e cambia la topografia: un albero piantato nel passato diventa un ponte nel presente; una frana antica sblocca un percorso futuro. Non stiamo parlando del classico backtracking tedioso, ma di una progressione quasi da metroidvania, dove l'ostacolo non si supera solo sbloccando un nuovo oggetto, ma manipolando la linea temporale stessa. È un ecosistema ludico che ti invita a esplorare ogni anfratto, spingendoti naturalmente a voler completare il gioco al cento per cento, raccogliendo ogni collezionabile in una quarantina d'ore di puro appagamento esplorativo. Questo equilibrio si riflette in modo sorprendente anche nel combat system. A un primo, superficiale sguardo, il game loop degli scontri potrebbe sembrare affetto da una certa ripetitività, limitato a pattern d'attacco basilari. Ma è un'illusione calcolata. Lentamente, l'arsenale si espande e il sistema rivela una notevole profondità tattica. Gli sviluppatori hanno fatto un lavoro certosino sulle hitbox e sui frame di invincibilità delle schivate. L'introduzione di nuove armi ti costringe a gestire il crowd control e lo spacing dei nemici in modo sempre diverso. Lo swap rapido dell'equipaggiamento permette di concatenare l'uso degli strumenti, trasformando un combattimento semplice in una danza fluida e reattiva, dove il feedback dei colpi a schermo restituisce sempre una sensazione di impatto e pesantezza. Non stanca letteralmente mai. Un tempo, quello di gioco, che si dilata solo per nostra scelta, perché l'avventura in sé ha il pregio della sintesi. Il pacing narrativo è calibrato al millimetro: puntando dritti alla storia principale, l'epopea si chiude in una ventina di ore scarse, senza mai ricorrere a fetch quest riempitive per allungare il brodo. E a proposito di narrazione, il racconto ha il coraggio di abbracciare la forma della fiaba. Parte in sordina, tranquilla, per poi regalare momenti di un'intensità sorprendentemente toccante. La scrittura mantiene un bilanciamento invidiabile: non sfocia mai nel dramma pesante o nel melodrammatico a tutti i costi, e si guarda bene dal diventare una farsa. Si prende sul serio quanto basta per farti affezionare a comprimari e antagonisti. Una trama così stratificata culmina in una scelta di game design precisa: tre finali differenti. Una diramazione che si chiude nel true ending, accessibile solo dopo aver vissuto gli altri due. Questa struttura non è un mero espediente per alzare il contatore delle ore, ma arricchisce la mitologia del gioco in modo organico, offrendo una catarsi profonda e totale. In un'industria che spesso urla per attirare la nostra attenzione con open world sempre più sterminati ma proceduralmente vuoti, opere come questa ci ricordano il valore della coesione e del design artigianale. Adventures of Elliot non ha inventato la ruota, ma ha saputo farla girare con la consapevolezza, il metodo e la maestria che appartengono solo ai grandi cantastorie del nostro medium. GRAFICA: 89 SONORO:85 GIOCABILITA':86 LONGEVITA':88 TRAMA:82 ATMOSFERA:88 VOTO: 87
面白かった。時間移動する系によくある過去の時代で行動を起こした結果現代で結果が変わるみたいな話が好きなので自分には刺さる作品だった
终于通关了,其实还蛮不错的游戏 缺点是BOSS设计的有点浅,没有往深度去做,导致难度一般缺乏挑战欲。怪物种类比较少,且地图重复度有点高,宝箱至少一半都是给自动分解的,体验不好,万幸这个成就是不看宝箱收集率的,只需要收集带武器标记的宝箱就可以了。 全成就比较好打,最难的是宝石兽,前期打不死,后期遇不到,刷了好久。如果也卡在这个成就的可以去庇护时代的西部地区南传送点旁边的洞穴,这里好像必刷,一定要带好福祸饰品。
This game is like a slice of nostalgia. It scratches the itch for old school Zelda fans! Is it hard… No Is it perfect No Do you have a blast playing it Yes I haven’t had fun like this in years! Brought me back to eating Dunkaroos and playing Link to the Past!! Buy it! Your inner child will thank you!!
一言以蔽之:牢
猫和时空,就是一定要赶在另一个伊甸之前发到PC 整体体系和系统很简单,甚至简陋,玩完更加期待另一个伊甸了,已经aft3年不知道发展到什么样了已经
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Trends
Modeled estimate over time, reconstructed from Steam's monthly review histogram.
Momentum
Pace estimated from the game's recent review growth (our daily snapshots) at its own sales-per-review ratio — a momentum signal, not booked sales.
Engagement
DAU/MAU are modeled from peak concurrent players (≈×8 and ×28) — Steam publishes no active-user counts, so treat these as rough estimates, not reported figures.
Audience
Estimated from the language of this game's reviews — a proxy for where players are, not official Steam demographics.
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