
CONTRAST is a puzzle/platform game where you can move between a fantastic 3D world and a mysterious shadowy universe in 2D in the blink of an eye. Delve into a dreamlike and surreal 1920s world, inspired by the performance art world of vaudeville and film noir, and cradled by a smooth and sultry jazz ambiance.
Modeled estimate, not a reported figure. How we estimate →
Each in the currency that store quoted — not converted: the gap between two rows is the publisher's pricing, not an exchange rate.
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Each DLC is estimated with the same model as a game, then summed — a modeled figure, not reported DLC sales.
Sums Steam only; PlayStation, Xbox publish no volume signal, so the true total is higher by an unknown amount.
| Store | Price | Audience | Score | Chart | Est. revenue |
|---|---|---|---|---|---|
SteamYou are here | $9.99 | 5.7Kreviews | 91% | — | $1.1M |
| $9.99 | 57.5Kratings | 76% | — | not modelled | |
Engagement
Reviews
Themes across 66 recent reviews and how positive each mention is. A keyword signal, not full sentiment analysis.
Reviews
Стиля у студии не отнять, хоть и уроды работают
beautifuL scenery and voice acting
[h1] Eu queria mais e olha que estou satisfeito. [/h1] Eu comprei esse jogo apoiado na fé e nas 5 imagens que tem na sua pagina da loja, e estou muito feliz de ter me aventurado nele já que sua historia noir infantil é a maior surpresa, tipo combinou totalmente uso da estética de filme noir com a jogabilidade e a surpresa é sua infantilidade que deixou tudo fofo. Usaram a densidade do escuro para se aventurar e não assustar como Tim Burton faz varias vezes. Entrando na esfera estética esse jogo é puro prazer pelo uso da arquitetura eclética formando uma espécie de Paris onírica e surrealista, mas também se aplicando as roupas com referencias do século XIX a década de 1930/40 e ainda trazendo coisas cinema expressionista alemão como a altura toda irregular do hotel Excelsior. Mas falando do único ponto que o jogo da uns tropeços que é a gameplay e foque no "tropeço" porque é só que senti um pouco de falta de refino e caibramento para uso do teclado, mas super fácil de acostumar e masterizar, mas podia ter uns níveis mais desafiantes. Bom joguem vale cada centavo, sua atmosfera é única de tão bem feita e só lembro de um paralelo que é The Saboteur que é totalmente outra coisa de jogo, suas musicas são deliciosas e tem um álbum com todas. Recomendo ler o art book (não parece muito um) já que fala do desenvolvimento. Ps. Jogar esse jogo com a opção de gráficos bem baixos só tira basicamente os filtros de iluminação e abre um outro mundo para se admirar que é os das cores do jogo. Ps.2 O jogo é bem otimizado, para rodar liso só tive diminuir um pouco a resolução.
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Price dynamics, follower growth, revenue and sales trajectories with interactive tooltips
This and every other Pro feature is free until October 20, 2026. A free account is all it takes.
Stats
All-time low is the lowest price we've recorded for this game since we started tracking it.
Languages: English*, French*, Italian, German, Spanish - Spain, Portuguese - Brazil*languages with full audio support
| $9.99 |
| 3.4Kratings |
| 80% |
| — |
| not modelled |
Matched by title — a reused name can pair the wrong games. * is a critic aggregate. Prices and positions are each store's United States storefront; Epic charts worldwide. Audience and Score too, except Steam's, which is worldwide.
Hours played at review time, across 66 reviews with recorded playtime.
positive critical· bar length = how often the theme comes up
super good
Contrast - невелика атмосферна гра, яку легко пройти за 1-2 вечори, і це якраз той формат, коли встигаєш отримати задоволення без відчуття втоми. Головна фішка гри - поєднання 3D-дослідження світу та 2D-платформінгу через механіку тіней. Загадки прості, але саме цим і кайфові: не потрібно ламати голову годинами, просто насолоджуєшся процесом. Єдиний момент, що на секунду загнав у ступор - це загадка на маяку з переміщенням ящика вгору: механіка там дуже неочевидна. Але це дрібниця на тлі загального приємного враження. Загалом однозначно рекомендую цю гру любителям маленьких історій та цінителям нуар-атмосфери 20х-30х років.
this game was short but amazing tell i remember playing this game on the ps4 at launch. Had no clue that it was a xbox studios game loved ever min of it. Truly a artistic expression of the soul and lovely story
Hermoso juego. La historia es increible. Y si bien los puzzles son complciados a veces, el juego es divertido
Short and bizarre game. It definetly feels bare bones and the story is kind of here and there put together and the gameplay is a bit clunky. Still, its a sweet game and the idea and setting is beautifully strange and unique. Comfy vibes, a game where you play as a kid's imaginary friend and solve puzzles together. Grab when on sale.
Contrast es un juego de plataformas con algunos puzles que mezcla, de manera ingeniosa, momentos en 3D en el mundo real, con momentos en 2D en el mundo de las sombras. Es cierto que no es un juego difícil, ni retador, y que en apenas 5 horas podrás completarlo al 100%. También es verdad que, en algunos momentos, los movimientos no se sienten excesivamente precisos. Sin embargo, su excelente valor artístico lo hacen un juego merecedor de tener una oportunidad. Su buena ambientación en una época poco utilizada en videojuegos, como es la década de 1920, con sus calles oscuras, sus mafiosos, sus espectáculos de magia y su cabaret ya lo hacen especial. Si, además, lo acompañas con música jazz de fondo, sentirás que estás ante una brillante ambientación que bien merece ser disfrutada. A excepción de un par de puzles que pueden hacerse algo complicados, no encontrarás retos frustrantes en este título, pero si te apetece jugar a un juego tranquilo, con calma, degustando poco a poco su notable diseño artístico, sin duda sentirás que merecerá la pena invertir en él unas pocas horas. No es un juego top en el catálogo de Steam, pero sí un juego claramente recomendado. NOTA: 7,5/10
La città di Contrast non dorme mai del tutto. Fa finta. Le sue luci restano accese come occhi stanchi, i cabaret continuano a promettere meraviglie, la musica jazz si ostina a suonare mentre, dietro le tende, gli uomini falliscono miseramente nel mestiere di essere uomini. È in questa città che cammina Dawn, creatura che non appartiene veramente alla strada, né ai muri, né, a ben guardarla, alla luce stessa. Attraversa il mondo come se il mondo fosse soltanto una decorazione provvisoria: un teatro di legno, lampade e cartone dietro il quale qualcuno ha dimenticato di costruire la realtà. Ed ecco la prima grande intuizione di Contrast: il mondo non è solido. Basta una luce e una parete diventa un sentiero, un ostacolo diventa una porta, il corpo diventa ombra e l'ombra diventa materia. Dawn scivola dentro le silhouette degli oggetti come se la realtà fosse soltanto un errore prospettico al quale nessuno aveva ancora avuto il coraggio di porre rimedio. Che idea magnifica! E proprio per questo è quasi doloroso osservare quanto poco il gioco osi con essa. Una simile meccanica avrebbe potuto trasformare ogni ambiente in una trappola per gli occhi, avrebbe potuto costringerci a dubitare continuamente di ciò che vediamo; invece, troppo spesso, ci consegna enigmi che chiedono più pazienza che immaginazione. Contrast possiede una chiave capace di aprire una porta enorme e, con una certa timidezza, decide di usarla soprattutto per aprire piccoli cassetti. La storia segue Didi, una bambina che osserva gli adulti con quella terribile innocenza che appartiene a chi non ha ancora imparato l'arte delle scuse. Didi vuole un padre; il padre vuole diventare qualcuno; Dawn vuole accompagnarla. E in mezzo a questi desideri si muove un mondo di cabaret, automobili, teatri e vicoli illuminati dal jazz, un mondo che sembra elegante soltanto finché non si solleva il sipario. Dietro il velluto ci sono i debiti, dietro lo spettacolo il fallimento, dietro i sogni quella cosa che gli uomini chiamano speranza quando non hanno più il coraggio di chiamarla disperazione. Contrast racconta tutto questo senza particolare ferocia, talvolta persino con ingenuità, ma proprio qui la sua atmosfera riesce a dire più della sua sceneggiatura. La città è più eloquente dei personaggi; le ombre sono più sincere dei dialoghi. Ed è forse questa la contraddizione più interessante del gioco: Contrast è un'opera che parla continuamente di illusioni, ma non ha abbastanza fiducia nella propria per lasciarla respirare. Spiega ciò che potrebbe mostrare, suggerisce ciò che potrebbe farci scoprire, accompagna il giocatore là dove sarebbe stato più interessante perderlo. La sua brevità, allora, diventa insieme grazia e condanna. Non rimane abbastanza a lungo da diventare mediocre, ma nemmeno abbastanza da diventare grande. Finisce proprio quando la sua idea comincia a sembrare davvero pericolosa. E tuttavia qualcosa rimane. Rimane Dawn, sospesa fra la materia e la sua ombra; rimane Didi, che guarda il mondo con occhi ancora abbastanza innocenti da credere alle promesse; rimane quella città artificiale, malinconica e bellissima, dove ogni cosa sembra costruita per essere illuminata e subito dopo trasformata in silhouette. Contrast non è dunque un capolavoro mancato: è qualcosa di più piccolo e, in un certo senso, più malinconico. È una grande intuizione che non ha avuto il coraggio di diventare una grande opera. Eppure sarebbe ingiusto condannarlo per ciò che non è diventato, dimenticando ciò che invece riesce ad essere. Perché Contrast è bello. È breve, imperfetto, a tratti ingenuo, talvolta persino frustrante; ma possiede un'atmosfera che molti giochi più ambiziosi cercano invano, e soprattutto possiede quella rara qualità per cui, una volta spento lo schermo, qualcosa della sua luce rimane ancora negli occhi. Conviene giocarlo, dunque. Non perché sia un capolavoro, e nemmeno perché ogni sua scelta meriti ammirazione, ma perché sotto le sue imperfezioni pulsa un'idea sincera, elegante e stranamente malinconica. E forse è proprio per questo che continua a lasciare una certa inquietudine: non ci fa chiedere soltanto se sia un buon gioco. Ci fa chiedere che cosa sarebbe potuto accadere se, per una volta, avesse avuto il coraggio di spegnere tutte le luci.
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