
TORMENTUM is a dark Point & Click adventure game.The dreamlike, nightmarish atmosphere of the game was inspired by works of painters H.R. Giger and Zdzislaw Beksinski. The game's final look and feel was also strongly influenced by the universes of games such as Demon's Souls or Dark Seed.
Modeled estimate, not a reported figure. How we estimate →
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About





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Stats
All-time low is the lowest price we've recorded for this game since we started tracking it.
Languages: English, French, Italian, German, Spanish - Spain, Polish, Russian, Portuguese - Brazil, Turkish, Czech, Portuguese - Portugal, Hungarian
Engagement
Hours played at review time, across 42 reviews with recorded playtime.
Reviews
Themes across 42 recent reviews and how positive each mention is. A keyword signal, not full sentiment analysis.
positive critical· bar length = how often the theme comes up
Reviews
Je commente rarement mais là pour un jeu indé : bravo. Déjà l'ambiance, la musique, les visuels : c'est canon ! On reconnait toute suite les inspi Giger et Beckinski. J'ai hâte de pouvoir y rejouer pour avoir l'autre fin, mais je vais attendre de l'oublier un peu. Je ne peux que le conseiller les yeux fermés !
Such a gnarly game!
absolute PEAK
<3 art
Mocarny tytuł, z przepiękną oprawą audiowizualną, ze świetną historią, koniecznie trzeba przejrzeć się jego drugiej odsłonie, którego premiera już w te wakacje.
It is surprisingly a great game. Pros.: the story, design, puzzles, music, aesthetics and choice-making. Cons.: did not notice any. Even "bad" ending and requirements for the good one seem adequate. I especially liked the bad ending music score and a blend of Giger's and Bersker artwork. Recommend to everyone!
Kind of nostalgic feeling playing this game. I don´t really see oldschool style point and click games too often. Very cool. Awesome artstyle and story was good enough. Quite easy puzzles though if you can find all the clues on a given scene. Good game.
Esistono giochi costruiti per intrattenere il pubblico. E poi esistono opere nate da una febbre. Tormentum - Dark Sorrow non cerca di piacere. Non si inginocchia davanti al giocatore chiedendo attenzione con esplosioni, rumore o vanità tecnica. Cammina invece lentamente, come un condannato che conosce già la sentenza e trova comunque la forza di avanzare. Questo mondo non è stato progettato: è stato partorito. Le torri sembrano ossa cresciute verso il cielo, le macchine respirano come animali feriti, le cattedrali appaiono costruite con la colpa di intere civiltà. Ogni immagine emana decomposizione spirituale. Eppure dentro quella rovina vive una forma terribile di bellezza. Il protagonista vaga senza memoria, ma la vera amnesia appartiene al giocatore moderno, abituato a mondi senz’anima, a universi prefabbricati che dimentichi ancora prima dei titoli di coda. Tormentum invece lascia cicatrici visive. Alcune schermate sembrano sogni avuti durante la febbre. Altre ricordano antiche pitture religiose dipinte da un uomo che aveva guardato troppo a lungo dentro l’abisso. Non c’è eroismo qui. Non c’è gloria. Solo creature spezzate che continuano a esistere perché la sofferenza non ha ancora trovato il coraggio di morire. Anche il gameplay segue questa filosofia. Gli enigmi sono semplici, quasi umili nella loro struttura. Non cercano di rivoluzionare il genere né di sfidare ossessivamente il giocatore. E forse è giusto così. In un’opera del genere sarebbe stato quasi ridicolo trasformare tutto in un esercizio di intelligenza artificiale mascherato da puzzle game. Gli enigmi servono piuttosto come porte rituali, piccoli atti di attraversamento che mantengono vivo il ritmo del pellegrinaggio. A volte risultano prevedibili, altre troppo lineari, ma raramente spezzano l’atmosfera. E questa è la loro vera funzione: non dominare l’esperienza, bensì accompagnarla. Tormentum comprende una cosa che molti giochi dimenticano: il gameplay non deve sempre gridare per esistere. Il ritmo lento diventa allora parte integrante dell’opera. Ti costringe a sostare dentro il decadimento, a osservare dettagli disturbanti, a respirare la ruggine e il silenzio di quel mondo condannato. Molti giochi horror vogliono spaventare. Tormentum vuole corrompere il silenzio dentro di te. La sua grandezza nasce proprio dal rifiuto della superficialità. Non spiega tutto. Non semplifica. Non consola. Ti abbandona in un regno dove colpa, pietà e crudeltà si confondono fino a diventare indistinguibili. E quando il viaggio termina, resta una sensazione rara: quella di aver attraversato non un videogioco, ma una visione. Un’opera oscura, malata e profondamente viva. Come un sermone pronunciato da un santo ormai divorato dalle ombre.
❤️
bu oyuna başlarken beni bu kadar etkilemesini beklemiyordum. Oyun sanatsal olarak ve hikaye anlatımı çok iyiydi bulmacalar zaman zaman zorlamasına rağmen güzeldi.
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Trends
Modeled estimate over time, reconstructed from Steam's monthly review histogram.
Momentum
Pace estimated from the game's recent review growth (our daily snapshots) at its own sales-per-review ratio — a momentum signal, not booked sales.
Audience
Estimated from the language of this game's reviews — a proxy for where players are, not official Steam demographics.
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