
Flee the shattered ruins of the Moscow Metro and embark on an epic, continent-spanning journey across the post-apocalyptic Russian wilderness. Explore vast, non-linear levels, lose yourself in an immersive, sandbox survival experience, and follow a thrilling story-line that spans an entire year in the greatest Metro adventure yet.
Most likely between $2.5M and $7.1M. How we estimate →
Checked against 8 developer-reported games
| Store | Price | Score | Revenue · chart |
|---|---|---|---|
| Steam | $2.99 | 90% | approximately $4.2M |
| PlayStation | $56.99 | 91% | — |
| Xbox | $29.99 | 86% | — |
| GOG | $2.99 | 80% | #225 |
Matched by title. Prices and chart positions are each store's US storefront; Epic charts worldwide. * critic score.
Cheapest copy: ≈ $2.09 on GOG · China (−30%). Compare 43 prices in 15 markets →
Reviews
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Reviews
The Metro series is easily one of the best franchises ever made, without a doubt the single best post-apocalyptic gaming experience.Metro 2033 did a really good job starting the franchise and artyom story, while metro exodus finished it perfectly with taking game out of the tunnels, but the last light still remains my favorite in the series.this trilogy is an absolute masterpiece from start to finish and i more than just recommend it to everyone.
结局后 感触颇深 虽然看过原版地铁三部曲 但是这个结局实在让人很难接受 游戏代入感特别强 虽然整体建模不是很棒 但是非常值得一玩 最好是看过原版小说再玩 真的可以打动人
bom
Відчуття для чоловіків
NO GOOD,但不是游戏的问题,是我的问题
хорошая игра а сюжет вообще отвал бошки
夯
[h1] L’esodo per Artyom, l’esodo per 4A Games. [/h1] “Metro Exodus”: non poteva esserci titolo più azzeccato di questo. Proprio come con i suoi personaggi intenti a trovare una nuova vita all’infuori della metro, Exodus va ricercando nuove e ambiziose opportunità di gameplay abbracciando la filosofia degli open world, ma senza rompere con il passato; anzi facendone tesoro per imbastire qualcosa di unico. Ci sarà riuscito? Beh, il gioco parla da sé. Exodus è un maledettissimo quadro post-apocalittico in movimento. L’arte dell’attenzione ai piccoli dettagli raggiunge qui delle vette di pura eccellenza, questo sia per tutti i tocchi di fino riposti alle armi e all’equipaggiamento, ma soprattutto per via delle ambientazioni a dir poco strepitose. Ogni location infatti è un fott*** capolavoro di modellazione e storytelling ambientale. Dal Volga alla Città Morta, non c'è stata un’istanza in cui non sia rimasto totalmente rapito dalla meraviglia che stava girando in tempo reale sul mio PC (che stava anche andando a fuoco, but it was worth it). Non ci sono fraseggi e supercazzole che tengano, le immagini dicono più di mille parole. Unisci poi il tutto a una delle migliori implementazioni del Ray Tracing mai viste finora (il gioco ha comunque un’ottima illuminazione senza) ed ecco che c'è solo da s̶b̶o̶r̶r̶a̶r̶e̶. Peccato solo per le animazioni facciali inesistenti e alcune orribili texture figlie del classico dogma dell’ “eurojank”, ma di fronte allo stupore di poc'anzi son riuscito a non dargli molto peso. Passando invece al gameplay… pensi che abbia finito con gli elogi? Lo scheletro che sorregge le meccaniche di base rimane il medesimo, quindi se hai già giocato i predecessori (cosa che consiglio, dato che la trilogia è strettamente collegata) ti sentirai subito a casa. Tutto è rimasto come lo ricordavi, nel bene e nel male, ma con qualche sostanziale differenza. Il movimento è stato reso più scattante e munito di un “goofy aah” salto a gravità lunare (che mi ha fatto sfracellare le ginocchia più di quanto mi sia servito per arrampicarmi sulle sporgenze, ma tralasciamo), mentre i commercianti sono stati sostituiti – per ovvi motivi – da un apprezzabile sistema di crafting, manutenzione e modifiche dell’equipaggiamento fondamentale per mantenere sul pezzo il proprio arsenale. Ma soprattutto: fiore all’occhiello di Exodus sono gli inediti livelli open world, intervallati da altri pienamente lineari in classico stile Metro. E ti giuro, era così facile ricalcare la classica formula Ubisoft o strizzare l’occhio al cuginetto S.T.A.L.K.E.R., ma 4A Games è riuscita a dirsi «fancu** tutto» e fare a modo suo, ricordandomi a tratti quel che sulla carta avrebbe voluto fare l’incerto Far Cry 2. Dimentica le checklist d’iconcine e i collezionabili di 'stocaz-, qui su Exodus tiri fuori la mappa cartacea e al massimo ti vengono segnati dei punti di domanda, siano essi stati suggeriti da un NPC o tu li abbia scovati col binocolo. Fine, il resto lo farà la tua intrepida curiosità: che tu stia cercando materiali, nuovi accessori, note scritte o qualche segno di vita, ostile o meno poco importa. La chiave qui non è offrirti un parco giochi da svuotare, ma piuttosto quella di farti sentire vivo in un civiltà quasi morta. Chapeau. Alzo le mani. Ecco, l’unico aspetto in cui secondo me Exodus arranca è a malincuore la narrativa. I problemi che la riguardano sono diversi, a cominciare da un buon incipit distrutto dalla più totale mancanza di build-up, dovuta alla spudoratissima necessità di mettere in moto la trama in tempi celeri. Ma si fa sentire anche una generale mancanza di una vera posta in gioco durante il viaggio, almeno finché non accadrà un certo evento che darà vita a una stupenda parte finale con le controbalotas. Tuttavia, nulla di tutto ciò pesa quanto il più grande difetto del gioco: il mutismo di Artyom. Ok, è vero che il bro non spiccicava parola già dal 2033, ma ai tempi non ricopriva il ruolo di stramaledetto secondo in comando della squadra, oltre a non essere mai stato il motore scatenante della trama in primo luogo. Davvero, rispetto ai predecessori qui si nota uno sfacelo quanto alla storia stia stretta il fatto che Artyom non parli. E questo per cosa? Per tradizione? Ma vaff- Anche perché tale problema viene accentuato dagli stessi comprimari: mai stati così presenti e ben caratterizzati prima d’ora. Non a caso infatti, i momenti passati a bordo dell’Aurora rientrano di diritto tra le parti migliori dell’opera… almeno finché non ti rendi conto che gli NPC, dovendo parlare con un muro, non possono far altro che darsi a degli interminabili monologhi di minuti, su minuti, per altri minuti. Una roba paradossale, che raggiunge livelli tragicomici soprattutto quando arrivi a una certa tizia della Taiga che yapperà per SETTE interminabili minuti di fila. Praticamente un tentato sequestro (per fortuna evitabile). Il che è un vero peccato, perché i personaggi hanno cose interessanti da dire, ma così è troppo. Vabbuò, concludiamo. Metro Exodus è quanto di più lontano dall’essere un capolavoro, ma ciò nonostante rimane un’imperfetta forma d’arte che trasuda vera dedizione e genuina passione. È un gioco fatto prima di ogni altra cosa col cuore, ergo: al netto dei difetti non posso non premiarlo per questo.
Semplicemente unico, in atmosfera, immersione e gameplay.... veramente bellissimo e il doppiaggio è una cosa che davvero apprezzo
The atmosphere and world design are incredible. Exploring the abandoned areas while managing resources makes every encounter feel tense. The survival mechanics, weapon customization, and different environments make the whole experience really immersive.